Covello: Benvenuta ripresa. Al Sud

By | luglio 30, 2016

Covello: Benvenuta ripresa. Al Sud
Covello

Un anno fa le anticipazioni del rapporto Svimez alimentarono un importante dibattito pubblico tanto che il Pd il 7 agosto 2015 dedicò a questo tema una riunione della sua Direzione nazionale. Fu in quella sede che prese corpo l`idea del Masterplan e di un patto per il Mezzogiorno, in grado di rilanciarne l’economia. Sono trascorsi 365 giorni da allora e le anticipazioni del rapporto di quest’anno evidenziano un Pil cresciuto dell’1% (contro lo 0,7 del resto d`Italia) e una occupazione cresciuta di 94 mila unità pari all’1,6% .

 

Sono aumentati l’export e il turismo e il  2015 appare essere stato davvero un anno di svolta. Il pieno utilizzo dei fondi  europei ha di fatto rilanciato una spesa  pubblica che risultava essere ferma da  troppo tempo, ma è soprattutto  l’agricoltura ad aver dato un contributo  straordinario alla crescita del  Mezzogiorno. Ripercorrendo all’indietro  questi 365 giorni possiamo rivedere  quelle che sono state le scelte che questo  governo ha compiuto affinchè il tema del
sud riacquistasse dignità e centralità. Ricordo quando il premier fu  criticato per aver detto «basta con il  piagnisteo» e  per aver anche con parole  dure chiesto un protagonismo del Mezzogiorno nel suo riscatto.

Oggi il premier ha firmato a Taranto  il patto per lo sviluppo della città, sede  del più grande impianto siderurgico  d’Europa, e il Patto per la Sardegna.  Nelle scorse  settimane sono stati siglati  patti con le Regioni Campania,  Basilicata Calabria e  due giorni fa con il  Molise, così come sono stati sottoscritti  patti con le città  metropolitane di  Catania, Palermo e Reggio Calabria.
Investimenti complessivi per oltre 20  miliardi di euro in infrastrutture, opere  pubbliche, trasporti, logistica, ma  anche ricerca, innovazione, edilizia scolastica, rigenerazione urbana, contrasto al dissesto idrogeologico,  coesione. E vorrei  soffermarmi proprio  su questo termine, coesione. Non c’è  crescita per il nostro  Paese se non  riparte il sud e il Mezzogiorno può  ripartire solo se si rafforzano le  politiche  di coesione.

 

Gli anni della crisi hanno  colpito pesantemente questo territorio  al punto da  essere segnato dalla più  grave crisi demografica che abbia mai  conosciuto, lo  spopolamento delle sue  aree interne, l’emigrazione, la  denatalità, tutti fattori  assolutamente  rilevanti, aggravati persino da una  bassa incidenza di immigrati  che  decidono di fermarsi. Così accanto a  questo investimenti si aggiungono i  risultati conseguiti dalle riforme del  mercato del lavoro, dalla  riorganizzazione della Pa, e importanti  prospettive si aprono sul fronte del  welfare. Per la  prima volta si investe in  uno strumento di contrasto della  povertà. Un miliardo e 600 milioni per  aiutare le famiglie più povere, quelle con bambini, o con un ultracinquantacinquenne senza alcuna  forma di tutela.

 

È stata data una  priorità. Non assecondiamo le sirene  dell’assistenzialismo, quelle che  furbescamente i cinque stelle cercano  di cavalcare facendosi scudo del  bisogno delle persone attraverso il  reddito di cittadinanza. Noi vogliamo  aiutare chi è in difficoltà e vogliamo  partire da quelli che lo sono di più. Ma la  principale arma di contrasto della  povertà per il Pd rimane il lavoro.
Da settembre presso i Comuni i  cittadini potranno presentare la  domanda per il Sia (sostegno di  inclusione attiva), sarà una tappa  importante per aiutare le fasce  di  popolazione che vivono nella indigenza  più assoluta. È un altro tassello che  andiamo a mettere nel mosaico del  nuovo welfare. Ed è così, passo dopo  passo, che arriviamo a commentare i  dati della Svimez di giovedì e quelli  dell’Istat di  venerdì con 599mila posti di  lavoro nell’ultimo anno di cui il 70% a  tempo  indeterminato. Per carità, i problemi rimangono ma i dati emersi  dalle  anticipazioni del Rapporto Svimez  ci dicono che siamo sulla strada giusta.

 

Nello sfogliare i quotidiani non ho  riscontrato a fronte di questi numeri lo  stesso numero di editoriali che invece si  registrarono lo scorso anno quando per  diversi giorni editorialisti di primissimo  piano sollevarono la criticità della  condizione del Mezzogiorno. Il sud fa  notizia quasi sempre solo in negativo.  Ecco io vorrei che questo trend si  invertisse partendo proprio da questo  giro di boa dopo 365 giorni.

 

Fonte: l’Unità

Source: Partito Democratico

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