Risorse destinate ai servizi per la prima infanzia – Interrogazione al MIUR

By | marzo 8, 2017

Risorse destinate ai servizi per la prima infanzia – Interrogazione al MIUR

​Interrogazione a risposta scritta

Aris Prodani

Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Per sapere – premesso che: 

il Consiglio dei Ministri, il 14 gennaio 2017, su proposta della Ministra dell’istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli, ha approvato, in esame preliminare, otto decreti legislativi di attuazione dell’articolo 1, comma 180, della legge 13 luglio 2015, n. 107;

nello specifico, al punto 4, la delega istituisce per la prima volta un Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anni per garantire “ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali. A questo scopo sarà creato un Fondo (229 milioni all’anno) per l’attribuzione di risorse agli Enti locali. Sarà promossa la costituzione di poli per l’infanzia per bambine e bambini fino a 6 anni, anche aggregati a scuole primarie e istituti comprensivi. I poli serviranno a potenziare la ricettività dei servizi e sostenere la continuità del percorso educativo e scolastico di tutte le bambine e dei bambini. I poli saranno finanziati anche attraverso appositi fondi Inail (150 milioni)”;

in data 11 febbraio 2017, il Fatto Quotidiano ha riportato come “il disposto legislativo tiene conto degli orientamenti europei, come quelli del Quality framework for Early Childhood Education and Care (ottobre 2014, Commissione europea), volti a eliminare la cesura tra i due periodi della prima infanzia: 0-3 e 3-6 anni. (…) Tuttavia, gli stanziamenti presenti nel testo dello schema del decreto legislativo non sono sufficienti a coprire il fabbisogno reale del servizio, data la situazione drammatica di partenza e la congiuntura economica che di certo non aiuta le famiglie con uno o più figli a sostenere parte delle spese”;

il quotidiano, infatti, ha evidenziato come “la ripartizione delle risorse tra le regioni (articolo 12, comma 4 del Dlgs) avverrà con il “Piano di azione nazionale pluriennale” da adottare entro sei mesi e di intesa con la Conferenza unificata: è auspicabile che tenga conto della forte sperequazione territoriale, soprattutto sulla capacità di accoglienza degli asili nido, considerato che, come evidenziato dalla stesso decreto, la copertura per le scuole d’infanzia raggiunge già il 95 per cento dell’utenza”.

“Uno dei possibili criteri di ripartizione è un indice di fabbisogno regionale costruito come rapporto tra il numero di coloro che non hanno trovato posti disponibili negli asili nido della regione  (c.d. esclusi) e il totale degli esclusi a livello nazionale. In genere la ripartizione regionale delle risorse viene fatta calcolando la platea dei potenziali beneficiari – quindi la sola popolazione target residente – ma la presenza di un indice di copertura del servizio ci permette di calcolare l’effettivo bisogno, integrando la capacità dell’offerta del servizio pubblico su base regionale al dato demografico. L’indice, in una seconda fase, potrebbe essere usato anche per la distribuzione delle risorse a livello comunale, seppure integrandolo con la capacità fiscale dei comuni e le peculiarità territoriali”.

Gli ultimi dati a disposizione, per quanto riguarda gli asili nido e gli enti parificati,  sono riportati dal  Rapporto di Monitoraggio Piano Nidi dell’Istituto degli Innocenti, relativi al 2013. Calcolando i posti “scoperti” sul totale della popolazione da 0-2 anni per regione, si possono attribuire le percentuali di fabbisogno regionali date dal numero esclusi per regione su numero esclusi totale.

Il giornale ha concluso, infine, riportando che “attraverso una corretta allocazione delle risorse si tende a garantire l’universalizzazione sul territorio dei servizi per la prima infanzia. Un passo successivo è quello di garantire l’universalismo anche a livello verticale, eliminando criteri d’accesso discriminanti: ad accedere sono le fasce più agiate mentre sembrano essere escluse quelle più deboli”-:

quali iniziative il Ministro interrogato, in relazione ai fatti esposti in premessa, intenda predisporre per incrementare le risorse in relazione ai servizi per la prima infanzia.

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/15735&ramo=CAMERA&leg=17

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Source: Aris Prodani

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