Ermini su Consip: una vicenda inquietante

By | luglio 12, 2017

Ermini su Consip: una vicenda inquietante
Che cosa pensa dell’articolo di Affaritaliani.it intitolato ‘Consip, è Scafarto la gola profonda del Fatto? Travaglio e Lillo dicano tutto’?
“Ho letto il vostro articolo. Ed è una tesi che naturalmente va verificata. Certo, la vicenda è particolarmente inquietante. Noi siamo sempre stati garantisti con tutti e, quindi, lo siamo anche stavolta. Però aspettiamo con fiducia che la Procura di Roma termini le indagini”.
Quali sono gli aspetti più inquietanti della vicenda?
“Il fatto che ci sia un’indagine in cui un ufficiale dei carabinieri è accusato di aver manomesso delle prove in modo tale da colpire e danneggiare il presidente del Consiglio. E’ vero che tutti i cittadini hanno diritto ad avere lo stesso trattamento, e quindi se ciò fosse accaduto nei confronti di un qualsiasi altro soggetto sarebbe stato inquietante alla stessa maniera, però queste manomissioni sono andate a toccare un organo costituzionale il rilievo. Un episodio di una gravità inaudita”.
E’ credibile che il signor Scafarto abbia agito da solo?
“Assolutamente no, non può aver fatto tutto da solo, non se ne capirebbe il motivo. E’ per questo che vogliamo che i magistrati terminino il loro lavoro con grande serietà, come hanno sempre fatto. Sapere con chi parlava e con chi si raccordava Scafarto sarà un elemento determinante per capire l’intera vicenda”.
Qualche ipotesi?
“Non conosco gli atti. Gli ambienti che volevano e che potevano danneggiare il presidente del Consiglio ci sono e ci sarebbero potuti essere. Però fare ipotesi in questo momento mi pare azzardato. Aspettiamo”.
Secondo lei Il Fatto Quotidiano si è preso la classica polpetta avvelenata?
“Non lo so francamente. So soltanto che su alcune vicende Il Fatto è uscito con titoli che non sono poi risultati veritieri. Come ad esempio il famoso incontro di Tiziano Renzi con addirittura un mister X , a Fiumicino, rivelatosi una bufala. Non so chi ha dato queste notizie a Il Fatto e da dove le hanno prese. I giornalisti, giustamente, hanno la tutela della fonte, però in qualche caso la fonte ha dato notizie sbagliate”.
C’è un punto dirimente: il 20 dicembre del 2016 Scafarto, che lavorava al caso Consip, si reca nell’ufficio del capo della Consip Marroni mentre costui sta bonificando dalle cimici l’ufficio stesso. Il giorno dopo, il 21 dicembre, Il Fatto esce con la notizia dettagliatissima prima ancora dell’iscrizione nel registro degli indagati del generale Del Sette, del ministro Lotti ecc. Come lo spiega?
“Sarà compito della Magistratura chiarire i fatti. Prima di fare passi, dichiarazioni o prendere posizione aspettiamo di capire come stanno le cose. Ma che i giornali e i giornalisti prendano le notizie dalla polizia giudiziaria, dalle procure e, raramente, anche dagli avvocati è un fatto risaputo”.
Perchè informare immediatamente Il Fatto con il rischio di pregiudicare e bruciare l’indagine?
“Questo non lo posso sapere. Che Il Fatto abbia un rapporto privilegiato con alcune procure o con alcuni uffici giudiziari è sotto gli occhi di tutti. Loro dicono che l’indagine è stata indebolita nel momento in cui Marroni è stato avvisato, per cui l’indebolimento dell’indagine è precedente. Io invece dico che l’indagine è stata indebolita dalle pubblicazione di tutti i verbali avvenuta nelle settimane successive e che riguardavano anche gli altri filoni. Ma tutte queste notizie sono uscite centellinate e a pezzettini, con tutti i verbali, come se fosse una specie di processione, quasi una via crucis Ogni tanto c’era una sosta e un passaggio. E’ chiaro che tutto questo potrebbe aver danneggiato le indagini. Non c’è alcun dubbio”.
C’è chi dice che Scafarto abbia fatto un favore a Renzi e non il contrario…
“Se viene provato, come risulta in alcuni atti, che, nonostante il brigadiere gli avesse detto ‘questa frase l’ha pronunciata Bocchino e non Tiziano Renzi’, il capitano Scafarto abbia scritto nel rapporto inviato al magistrato un’altra cosa, mi pare assolutamente insostenibile dire che fosse a favore di Renzi”.
Con questo errore, in ipotesi volontario, si sarebbe volutamente screditata l’inchiesta dando a Renzi padre e a Renzi figlio la possibilità di uscirne protestando e denunciando la manovra…
“Ma non esiste. Se la Procura di Roma non ci mette gli occhi questa cosa viene fuori al processo e cioè un anno e mezzo dopo, quando ormai la frittata è fatta. Di cosa si parla? Non esiste questa tesi”.
E l’ipotesi avanzata da qualcuno che Scafarto fosse un uomo dei servizi segreti?
“Ora lei parla di cose che non conosco. Io so soltanto che se ci sono delle informative che non corrispondono agli accertamenti effettuati dalla polizia giudiziaria e alle intercettazioni, come si fa a sostenere che tutto questo va a vantaggio della persona sottoposta a indagine? O comunque, in questo caso, al presidente del Consiglio che era il figlio della persona indagata? Ripeto, la tesi non sta in piedi”.
L’idea è che la notizia esce per fare un favore all’ex premier…
“Ma l’ha scoperta la Procura di Roma. Ma scusi, poi uno come Scafarto fa tutto questo e si immola per che cosa?”.
Quindi polpetta avvelenata per Il Fatto? Forse il giornale di Travaglio dovrebbe fare chiarezza…
“Se vuol fare chiarezza lo farà con la Magistratura che sta indagando. Io da persona che si occupa di politica non me la prendo con Il Fatto se ha preso una polpetta avvelenata. Io voglio verificare come sono andate le cose e perché sono state scritte nelle informative delle parole diverse rispetto alla realtà.
Torniamo così al punto di prima, Scafarto ha fatto tutto da solo?
“Io faccio l’avvocato ed è evidente che non può aver fatto tutto da solo. Dobbiamo scoprire i motivi, i mandanti e chi ha deciso con lui di fare questa cosa. Nel nostro ordinamento costituzionale il governo è un organo costituzionale”.
Ricordiamolo, stiamo parlando del 20 dicembre e seguenti, periodo in cui Renzi, perso il referendum si è dimesso da premier e sta meditando sul suo futuro.
“Periodo delicatissimo. Renzi aveva puntato molto su quel voto e poteva apparire indebolito dalla sconfitta referendaria, non era un segreto per nessuno. Per cui è evidente che se c’è stato qualcuno che ha pensato di colpirlo proprio in quel momento e in questo modo siamo in una situazione di estrema inquietudine”.
Crede che la fonte de Il Fatto sia Scafarto?
“Non so se è Scafarto o una persona che lavorava vicino a lui o qualcuno dell’ambiente. Certo è che qualcuno cantava molto spesso e in modo anche molto dettagliato. Ma i giornalisti hanno la possibilità di tenere segrete le fonti. E’ chiaro che tutto questo è gravissimo. Quanto ho visto l’intera vicenda, e lo dico da cittadino e non da politico, sono rimasto molto scosso. Come pure è di una gravità inaudita aver pubblicato su un giornale dell’intercettazione tra un indagato e il suo difensore, una cosa fuori da ogni sistema di civiltà giuridica al mondo”.
A che cosa si riferisce?
“All’intercettazione tra Tiziano Renzi e l’avvocato Bagattini, il suo legale. Pubblicare un’intercettazione dove non ci sono reati ma è solo un colloquio tra il difensore e il suo assistito vuol dire essere fuori da ogni civiltà giuridica”.
Questo caso politico-giudiziario ricorda il 1994, Berlusconi e il Corriere della Ser, l’invito a comparire, le dimissioni?
“E’ un vizio che in Italia prospera da molto tempo. E se poi la gente ha sfiducia nelle istituzioni ce l’ha anche per queste cose. Che siano accadute nel 1994 e nel 2017 non vanno bene né allora né oggi, indipendentemente da chi riguardino”.
Pensa che Il Fatto dovrebbe dire esattamente come sono andate le cose?
“Se dovesse andarci di mezzo qualcuno che non c’entra sarebbe giusto che venisse fuori la verità. Se viene fuori che una persona che non c’entra nulla viene accusata e sottoposta ad indagine o addirittura processata quando chi sa magari sta zitto…forse sarebbe meglio dirlo”.
L’articolo Ermini su Consip: una vicenda inquietante proviene da Partito Democratico.
Source: Partito Democratico

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