Raccolta firme, centrodestra contro norma che garantisce parità di accesso alle elezioni

By | dicembre 19, 2017

Raccolta firme, centrodestra contro norma che garantisce parità di accesso alle elezioni

I sedicenti liberali del centro-destra hanno minacciato in queste ore di “fare saltare il banco” impedendo l’approvazione della legge di Bilancio al Senato, per non consentire il via libera all’emendamento inserito in manovra e relativo al tema della raccolta delle firme. L’emendamento prevede che le firme siano ridotte, fino a circa 350  (rispetto alle circa 750 per collegio plurinominale previste dal Rosatellum bis, approvato lo scorso ottobre ) e che venga meno l’obbligo di presentarsi in tutte e 20 le circoscrizioni del Senato.

Questa mossa del tutto irragionevole e irresponsabile di Forza Italia (la quale sia nel 2006 che nel 2012 votò il decreto che interveniva sulle firme e sulla data in cui presentare i candidati della coalizione) e alleati comporterebbe come immediata conseguenza il rischio di bilancio provvisorio e lo scatto delle clausole di salvaguardia, ovvero l’aumento dell’Iva, un bel regalo per gli italiani.

L’emendamento in questione, tra l’altro, è meramente interpretativo e si limita a dare l’unica interpretazione costituzionale della norma sulle firme. Altrimenti si creerebbe una discriminazione assurda tra coalizioni con partiti che raccolgono le firme e coalizioni di esentati. Non credo che per difendere queste assurdità Forza Italia e Lega avranno il coraggio di scaricare 20 miliardi di tasse sugli italiani.

Se la norma non dovesse essere approvata, le nuove formazioni come quella di Emma Bonino non solo dovranno raccogliere tutte le firme previste, ma saranno costrette anche a indicare sin da subito i nomi dei candidati nei listini proporzionali ma anche i candidati nei collegi uninominali, cioè quelli frutto delle intese all’interno della coalizione.

La lista +Europa con Emma Bonino è di fatto l’unica a dover raccogliere le firme. Le altre nuove formazioni, come quella nata oggi nel centrodestra, ovvero la cosiddetta ‘quarta gamba’, grazie a Zanetti e a quel che rimane di Scelta civica non dovrà raccogliere le firme. Così Mdp, che non ha mai avuto finora un solo voto degli elettori ma non dovrà raccogliere le firme. Idem Ncd e Insieme. Tutti hanno l’esenzione. Invece chi, come noi, vuole raccogliere legalmente le firme viene messo di fronte a un problema che rischia di essere insolubile.

Il centrodestra in pratica vuole impedire una competizione paritaria e democratica. Ci auguriamo che il “liberale” Silvio Berlusconi, chieda ai suoi di non mettersi di traverso così da permettere una “competizione paritaria” per le nuove formazioni, non presenti in Parlamento e quindi obbligate a raccogliere le firme.

La lista +Europa non vuole favori né privilegi, non vuole sottrarsi all’onere di raccogliere le firme, ma chiede soltanto di poter concorrere su base paritaria. La questione, infatti, non è solo tecnica o procedurale ma riguarda il diritto di accessibilità alla competizione elettorale.

 

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Source: Andrea Mazziotti di Celso

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