Il wikiscente

By | giugno 14, 2018

Il wikiscente

Sa sempre tutto di tutto e ciò che – temporaneamente- non sa, basta che lo vada a leggere in tempo reale su Wikipedia per diventare esperto dell’argomento.

E se si dimentica qualcosa dopo averlo letto, poco male, gli basta prendere il cellulare per guardare e ricordare. Almeno per i prossimi cinque minuti.

Non è onniscente, ma esperto istantaneo o meglio wikiscente. Se poi c’è qualcosa che nemmeno su Wikipedia riesce a capire, gli basta ricorrere a Google o, meglio ancora, a Youtube dove trova certamente un video che illustra la soluzione semplice ed elegante ad ogni questione. E poco conta se tale pillola di sapere è stata realizzata da Napalm51.

Questa è l’illusione che si è insidiata nella società e si nutre di qualunquismo ed antiscientificità, sovente nobilitata come “opinione alternativa” anche da media con il blasone ormai logoro.

E con questa illusione, di pari passo, si fa largo l’idea che gli anni di studio, l’esperienza, il lavoro di decenni non abbia un peso. O, se lo ha, al limite è negativo, perché indice di un conflitto di interessi che allontana dalla Verità appresa dal wikiscente. D’altronde, se sono 20 anni che lavori in un settore, come puoi essere sincero in ciò che affermi ? Sei certamente in cattiva fede, hai certamente un vested interest in ogni cosa che dici e la tua reputazione è certamente maturata grazie a legami d’affari, quindi ontologicamente impuri e loschi.

La wikiscenza porta a non avere più fiducia e quindi rispetto degli interlocutori.

Ogni wikiscente, esperto istantaneo, può fare qualunque lavoro al pari di chiunque altro. Che ci vuole ? Bastano Wikipedia e Youtube, gli steroidi delle chiacchiere da bar.

(pubblicato su Il Foglio del 27/3/18)

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Source: Stefano quintarelli- Blog

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